SONETTO 143
Vedi, come l'attenta massaia che corre a riprendere
una delle piumate creature che le sta sfuggendo,
e per questo depone il bambino, e si affretta
dietro quella bestiola che intende fermare;
e il bambino che è stato abbandonato
la segue a fatica piangendo, mentre lei si affanna
con quella creatura che le svolazza sul viso,
e trascura il dolore del povero bambino;
così tu corri dietro a chi ti fugge,
e io sono il bambino, ti inseguo da lontano;
ma se raggiungi chi speri, volgiti indietro a me,
e recita il ruolo di madre, sii gentile, baciami;
io pregherò che tu abbia ciò che brami,
ma tu torna a placare i miei alti lamenti.
William Shakespeare
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SONETTO 140
Saggia quanto crudele, non opprimere
la mia pazienza muta con troppo disdegno,
perchè il dolore potrebbe anche ridarmi la parola,
e le parole esprimere il dolore che cerca la pietà.
Se ti potessi insegnare il giudizio, ti consiglierei
di dirmi che mi ami, amore mio, anche se non è vero;
come quando i malati incurabili, che stanno per morire,
ricevono dal medico solo notizie di buona salute;
dovessi disperare, diventerei pazzo, e nella mia pazzia
potrei dire di te cose cattive; ormai
questo mondo malvagio si è tanto incattivito
che le più pazze calunnie trovano orecchi pazzi che le credono.
Perchè ciò non accada, e tu non venga così diffamata,
tu guardami dritto negli occhi, anche se il cuore
sdegnoso devìa.
William Shakespeare
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SONETTO 147
Il mio amore è una febbre, e avidamente chiede
solo ciò che più a lungo ne alimenta il male;
e a compiacere il malfermo, malsano appetito
si nutre solo di ciò che meglio favorisce il morbo.
Medico del mio amore, la ragione è offesa
che le sue prescrizioni non vengano seguite,
e perciò mi abbandona, così che disperato ormai convengo
che il desiderio è morte, avendo escluso
ogni medicamento. Ora che la ragione è incontrollabile
io non ho più speranza, e con perenne affanno
delìro come un pazzo, e pensieri e parole sono identici
a quelli di un demente, e vaneggiano, e parlano
inutili e sconnessi, troppo lontana dalla verità.
Perchè avevo giurato che eri bella, e ti pensavo chiara,
tu che sei nera al pari dell'inferno, o a una notte di tenebra.
William Shakespeare
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SONETTO 23
Come un attore imperfetto che sul palcoscenico
dimentica la parte per troppa paura;
o come un violento che gonfio di rabbia
sente mancargli il cuore per furia eccessiva;
io per scarsa fiducia in me stesso dimentico
l'esatta cerimonia del rito d'amore,
e proprio nella forza del mio amore sento
di venir meno, oppresso dal fardello della sua potenza.
Siano dunque i miei libri l'eloquenza,
e i messaggeri muti del mio petto
che parla e invoca amore, e chiede ricompensa
meglio di quella lingua che già tanto disse.
Impara a leggere, dunque, tutto ciò che ha scritto
l'amore silenzioso; ascoltare con gli occhi
si addice al fine ingegno dell'amore.
William Shakespeare
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SONETTO 24
Ora che l'occhio recita la parte del pittore,
ha disegnato le forme della tua bellezza
sulla tela del cuore, ed è il mio corpo
che gli fa da cornice, così rivelando
che è nella prospettiva l'esito più alto;
perchè è attraverso il pittore che devi vedere
la sua abilità, se vuoi scoprire dove
la tua più vera immagine è dipinta, che è rimasta
appesa
nella bottega del mio petto, nelle cui finestre
è il vetro dei tuoi occhi che si specchia.
Ora vedi che aiuto si scambiano gli occhi con gli occhi:
i miei hanno dipinto le tue forme,
i tuoi sono finestre del mio petto, dalle quali il sole
si affaccia deliziato a rimirarti. E tuttavia gli occhi
non hanno abilità per dare grazia all'arte,
disegnano soltanto ciò che vedono, e ignorano il cuore.
William Shakespeare
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Corpo di donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.
Pablo Neruda
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Agonia
Morire come le allodole assetate
sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato
Giuseppe Ungaretti
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Puedro escribir los versos màs tristes esta noche
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca,
e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
Pablo Neruda
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Camera Con Vista Sul Deserto
Le scarpe nel deserto
pesan sempre un pò di piu'
di sabbia, terra e polvere
che non si staccan piu'.
Un fiore ogni tre vite
ed un fiore che, poi,
sarà robusto ed alto,
si, ma profumato mai.
Le bestie nel deserto
hanno cuori lenti che,
che segnano la danza
per le nuvole.
Il sangue resta freddo
purchè il sole resti lì,
ma due o tre piogge servono
per occhi umidi.
A meno che
faccia un poco d'ombra tu.
A meno che
il sole non mi accechi piu'.
A meno che butti via le bussole,
bruci le mie bussole.
Il cielo sul deserto
chiama acqua pure lui:
snobbato dagli angeli,
volato da avvoltoi
e torbido di spiriti
che spesso giocano,
in sella al vento fischiano
e poi ululano.
A meno che
faccia un poco d'ombra tu.
A meno che
il sole non mi accechi piu'.
A meno che butti via le bussole,
bruci le mie bussole.
Ligabue
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Eco
Scalza varcando da sabbie lunari,
Aurora, amore festoso, d'un eco
Popoli l'esule universo e lasci
Nella carne dei giorni,
Perenne scia, una piaga velata.
Giuseppe Ungaretti
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Di sera
Nelle onde sospirose del tuo nudo
Il mistero rapisci. Sorridendo,
Nulla, sospeso il respiro, più dolce
Che udirti consumarmi
Nel sole moribondo
L'ultimo fiammeggiare d'ombra, terra!
Giuseppe Ungaretti
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Killing me softly
Ho sentito che cantava una bella canzone
Ho sentito che aveva stile
Così andai a vederla e ad ascoltarla per un po'
E questa ragazza, estranea ai miei occhi, era là
a strimpellare il mio dolore con le sue dita
a cantare la mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a raccontare l'intera mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto
Mi sentii tutto avvampare di febbre
imbarazzato a causa della folla
Sentii che lei aveva trovato le mie lettere
e le aveva lette ognuna ad alta voce
Pregai che avesse finito
lei invece continuò
a strimpellare il mio dolore con le sue dita
a cantare la mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a raccontare l'intera mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto
Frank Sinatra
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Mia Brutta
Mia brutta, sei una castagna spettinata,
mia bella, sei come il vento,
mia brutta, della tua bocca se ne può far due,
mia bella, son freschi i tuoi baci come angurie.
Mia brutta, dove stan nascosti i tuoi seni?
Son minuscoli come due coppe di frumento.
Mi piacerebbe vederti due lune sul petto:
le torri gigantesche della tua sovranità.
Mia brutta, il mare non ha le tue unghie nella sua bottega,
mia bella, fiore a fiore, stella per stella,
onda per onda, amore, ho contato il tuo corpo:
mia brutta t'amo per la tua cintura d'oro,
mia bella, t'amo per una ruga sulla tua fronte,
amore, t'amo perché sei chiara e perché sei oscura.
Pablo Neruda
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Oi lasso
Oi lasso, non pensai si forte mi paresse
lo dipartire da madonna mia
da poi ch’io m’aloncai, ben paria ch’io morisse,
membrando di sua dolze compagnia;
e giammai tanta pena non durai
se non quando a la nave adimorai,
ed or mi credo morire ciertamente
se da lei no ritorno prestamente.
Canzonetta gioiosa, va a la fior di Soria,
a quella c’à in pregione lo mio core:
Dì a la più amorosa,
ca per sua cortesia
si rimembri de lo suo servidore,
quelli che per suo amore va penando
mentre non faccia tutto l suo comando;
e pregalami per la sua bontade
ch’ella mi degia tener lealtate
Federico II
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